La vostra coppia durerà? Ve lo dice Facebook con un nuovo algoritmo

Couple Holding Hands

L’amore ai tempi di Facebook, è così che si potrebbe chiamare il nuovo mood dei rapporti di coppia. In un’epoca in cui ci si prende e ci si lascia con un tweet o con uno status su Facebook – con il relativo aggiornamento della propria situazione sentimentale – era inevitabile che si sarebbe giunto a questo. A quanto pare, alla Cornell University di New York l’ingegnere Lars Backstrom e l’analista Jon Kleinberg hanno elaborato una relazione in cui spiegano un nuovo algoritmo da loto ideato, grazie al quale sarebbe possibile decretare se il nostro rapporto di coppia funzionerà o se sarà destinato ad un inevitabile naufragio. Come? Con un semplice algoritmo.

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(Photo credits: resapubblica.it)

I due studiosi hanno preso in considerazione oltre un milione di utenti e, basandosi sull’interconnessione delle proprie cerchie di amici, riescono a valutare il cosiddetto “tasso di dispersione” di coloro che usano abitualmente Facebook, stabilendo una percentuale di possibilità di rottura. Parlando in maniera molto più semplice, i due studiosi hanno fatto un’analisi su 1,3 milione di utenti registrati sulla piattaforma di Zuckerberg, ognuno dei quali doveva avere un minimo di 50 amici ed un massimo di 2000. Attraverso lo studio incrociato Backstrom e Kleinberg hanno riprodotto uno schema di 8,6 miliardi di interconnessioni, le quali si “intrecciano tra loro” in 379 milioni di nodi. I due ricercatori hanno quindi valutato il parametro della dispersione delle amicizie sul social network, rielaborando un nuovo concetto di relazione amorosa, basata appunto sulla dispersione tra gli amici in comune e quelli che non sono condivisi con nessun altro amico in comune, e ne hanno valutato l’incidenza sulla relazione di coppia.

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(Photo credits: wired.com)

In base ai risultati ottenuti, i due ricercatori hanno decretato che la “stabilità” di una relazione può fortemente dipendere dalle cerchie di amici e dalla loro dispersione nella rete, quindi una coppia che ha un alto livello di dispersione (ovvero che ha una sovrapposizione intensa fra le cerchie di amici e i nodi condivisi) ha maggiori probabilità matematiche di durare nel tempo rispetto a chi, invece, sceglie di “condividere” il partner  solo con alcuni gruppi di amici su Facebook.  Traducendo tutto in numeri, il 50% delle coppie che hanno una relazione ma una bassa dispersione, sono destinate a lasciarsi entro i due mesi successivi. Il risultato di questo algoritmo è dato completamente da questo indice di “dispersione” che assume un valore notevole nella comprensione degli interessi individuali – e quindi anche di coppia – nella normale vita sociale. In maniera molto più semplice, le coppie che hanno la stessa cerchia di amici senza avere una porzione di autonomia e quelle che invece di autonomia ne hanno troppa, senza avere amicizie o interessi in comune è destinata ad avere vita molto breve (non che ci volesse un algoritmo per dirci questa verità).

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(Foto: una parte del Campus della Cornell University. Credits: blogs.cornell.edu)

Tornando a quella che è la vita reale e non virtuale su una piattaforma bianca e azzurra, potremmo definire l’incriminata dispersione come la tendenza ad evadere, a trovare altri interessi al di fuori della coppia. Cosa che capita spesso, soprattutto quando uno dei partner o tutti i due trascorrono più tempo davanti a pc, tablet o smartphone sul proprio profilo Facebook, piuttosto che condividere del sano tempo “di qualità”. Lo stesso tempo che ha richiesto la signora Zucherberg nel contratto prematrimoniale firmato dal creatore del social network più frequentato del mondo. Che la signora ci abbia visto lungo??

 

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