Graph Search, il motore di ricerca di Facebook che fa discutere

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Da oggi il social network più usato al mondo si arricchisce con un nuovo strumento, che promette di far discutere parecchio. Si chiama Graph Search ed è il motore di ricerca di Facebook, attivo in America, ma che presto verrà esteso al resto della piattaforma. Il motivo di tanto scalpore è presto detto: Graph Search farà delle ricerca incrociate tra gli iscritti del social network, basandosi sui gusti e le preferenze, su ciò che “ci piace” o ciò che abbiamo condiviso. E qui entra in gioco il problema della privacy.

Questo nuovo motore di ricerca di Facebook agisce in maniera differente agli altri search engine come il famosissimo Google, in quanto gli altri ricercano in base alle parole chiave, mentre Graph Search effettua le sue ricerca su determinate espressioni linguistiche comuni. Il punto critico è che, in base a un nostro “mi piace” o una nostra condivisione, potremmo ritrovarci nei risultati di una ricerca che è lontanissima da noi e in cui non vorremmo mai comparire. Ad esempio, esprimendo una nostra preferenza ad un link di un amico che magari prende in giro il “mestiere” della prostituta, potremmo ritrovarci in una ricerca del tipo “persone che amano le prostitute”.

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Graph Search è stato presentato a gennaio e la sue versione beta è stata al vaglio degli sviluppatori per sei mesi e proprio tra di loro ci sarebbe chi ha gridato al pericolo per la nostra privacy. Il motore di ricerca permetterà infatti anche di scovare informazioni e amicizie dei contatti dei nostri amici, sbirciare nelle loro foto, scoprire a chi piace un certo tipo di film o di musica e molto altro ancora. Noi per primi ci ritroveremmo nelle ricerche degli amici di amici di nostri amici, persone a noi totalmente sconosciute, insomma.

Le ricerche verranno divise per categorie quali persone, foto, luoghi e interessi, analizzando tutto quello che gli iscritti di Facebook hanno condiviso e reso pubblico.  Insomma, Graph Search sbircerà nei quattro “macro gruppi” in cui è racchiusa tutta la nostra esistenza, i nostri gusti, le nostre preferenze, le nostre attività.

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(Photo credits: tednguyenusa.com)

Quando chiedi a un motore di ricerca tradizionale di trovare qualcosa lui ti elenca una serie di link che potrebbero contenere la cosa che stai cercando, mentre se fai una domanda a Graph Search lui ti trova direttamente la risposta di cui hai bisogno”, è quanto ha dichiarato Mark Zuckerberg riguardo a questo nuovo strumento interattivo del social, che di certo cambierà un tantino il nostro modo di condividere su Facebook. Ora dovremo stare tutti più attenti ai link che postiamo, a quelli che condividiamo, ai “like” che disseminiamo come se piovesse sulla piattaforma.

Di sicuro Zuckerberg punta a diventare un rivale temibile per il motore di ricerca più usato al mondo, ovvero Google, che forse dovrà correre ai ripari. Le potenzialità di Graph Search sono molteplici e se, come sostengono gli esperti, nel giro di cinque anni riuscisse a prendere il posto di Google, l’azienda di Mountain View dovrà inventarsi davvero qualcosa di innovativo e sorprendente.

Nel frattempo, stiamo più attenti alle impostazioni sulla privacy, onde evitare brutte sorprese, perché è proprio sulla scarsa conoscenza di queste norme che Facebook fa la sua fortuna.

 

(Mio articolo pubblicato su AppleFlick.com)

(Fonte: thehuffingtonpost.it)

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